L’assegno di man­ten­imen­to in Ita­lia e in Ger­ma­nia

L’as­seg­no di man­ten­imen­to è una for­ma di sup­porto finan­zia­rio sta­bi­li­ta per garan­ti­re il sos­ten­ta­men­to di un ex coniuge e/o dei fig­li dopo la fine di un matri­mo­nio. Sia l’Italia che la Ger­ma­nia han­no l’o­bi­et­tivo di garan­ti­re che l’as­seg­no di man­ten­imen­to sia equo e gius­to per ent­ram­be le par­ti coin­vol­te. Tut­ta­via, i det­tag­li spe­ci­fi­ci e i cri­te­ri di cal­co­lo sono diver­si nei due pae­si.

Ita­lia: qui l’as­seg­no di man­ten­imen­to è rego­la­to dal Codi­ce Civi­le e può esse­re con­ces­so per un peri­odo limi­ta­to o illi­mi­ta­to, a secon­da del­le cir­cos­tan­ze par­ti­co­la­ri. I fat­to­ri uti­liz­za­ti per sta­bi­li­re la misu­ra del man­ten­imen­to nel divor­zio sono diver­si a secon­da che si trat­ti di sepa­ra­zio­ne o divor­zio:

l’as­seg­no di sepa­ra­zio­ne pre­sup­po­ne la per­ma­nenza del vin­co­lo coniuga­le, e, con­se­guen­te­men­te, vie­ne dis­pos­to (ai sen­si del­l’art. 156 c.c.) a favore del coniuge eco­no­mic­a­men­te più debo­le ed in assen­za di adde­bi­to, qual­o­ra tale coniuge non abbia “red­di­ti ade­gua­ti” pro­pri, cioè quel­li neces­sa­ri a man­te­nere il tenore di vita godu­to in cos­tan­za di matri­mo­nio, essen­do anco­ra attua­le il dove­re di assis­ten­za mate­ria­le (Cass. Civ. 20/06/2023, n. 17545)

l’assegno divor­zi­le vie­ne inve­ce quan­ti­fi­ca­to in con­side­ra­zio­ne del­la sua natu­ra assis­ten­zia­le e com­pen­sa­ti­va (Cass. Sez.Unite, n. 18287/2018) in base ai cri­te­ri indi­ca­ti dal­l’art. 5, com­ma 6, l. n. 898/1970 (cioè la cd. Leg­ge Divor­zio), essen­do vol­to non alla ricos­ti­tu­zi­o­ne del tenore di vita coniuga­le, ma al rico­no­sci­men­to del ruo­lo e del con­tri­bu­to for­ni­to dal­l’ex coniuge bene­fi­ci­a­rio alla for­ma­zio­ne del patri­mo­nio del­la fami­glia e di quello per­so­na­le degli ex coniugi, ten­en­do con­to del­la dura­ta del matri­mo­nio e dell’età dell’avente diritto (Cass. Civ. 19/06/2023, n. 17505).

In ent­ram­bi i casi, si segna­la che il nuo­vo d.lgs. n. 149/2022 (RIFORMA CARTABIA) ha intro­dot­to l’art. 473-bis.36 c.p.c., appli­ca­bi­le ai pro­ce­di­men­ti di sepa­ra­zio­ne e/o divor­zio instau­ra­ti suc­ces­si­v­a­men­te al 28 feb­braio 2023; tale nor­ma pre­ve­de che tut­ti i prov­ve­di­men­ti, anche tem­pora­nei, a con­ten­uto eco­no­mico sono imme­dia­ta­men­te esecu­tivi e sono tito­lo per l’is­cri­zio­ne del­l’i­po­te­ca giudi­zia­le.

Ger­ma­nia: l’as­seg­no di man­ten­imen­to in caso di divor­zio in Ger­ma­nia è disci­pli­na­to dal Codi­ce civi­le tedes­co. Anche in ques­to caso, l’o­bi­et­tivo prin­ci­pa­le è quello di garan­ti­re all’ex coniuge o ai fig­li un soste­g­no ade­gua­to. Tut­ta­via, ci sono alcu­ne dif­fe­ren­ze ris­pet­to all’I­ta­lia.

In Ger­ma­nia, l’as­seg­no di man­ten­imen­to nel divor­zio è deter­mi­na­to in base alle leg­gi del­le “Tabel­le Düs­sel­dorf”, che ten­go­no con­to del red­di­to del­le par­ti, del­l’e­tà, del nume­ro di fig­li e di altri fat­to­ri per­ti­nen­ti. Esis­te un cal­co­lo stan­dar­diz­za­to che vie­ne uti­liz­za­to per deter­mina­re l’im­por­to del­l’as­seg­no in base a ques­ti para­me­tri. L’as­seg­no può esse­re rivis­to peri­odi­ca­men­te per ade­guar­lo ai cam­bia­men­ti nel­le cir­cos­tan­ze finan­zia­rie del­le par­ti.