Cer­ti­fi­ca­to Suc­ces­so­rio Euro­peo (CSE) / Euro­päi­sches Nachlasszeugnis (ENZ): quan­do ser­ve tra Ita­lia e Ger­ma­nia e come otten­er­lo

Il Cer­ti­fi­ca­to Suc­ces­so­rio Euro­peo (CSE) è sta­to intro­dot­to dal Rego­la­men­to (UE) n. 650/2012 per age­vo­la­re la ges­tio­ne del­le suc­ces­sio­ni con ele­men­ti trans­fron­ta­lie­ri, ad esem­pio in pre­sen­za di ere­di resi­den­ti in Ger­ma­nia e beni situa­ti in Ita­lia, o vice­ver­sa.

Il CSE è uti­liz­za­bi­le esclu­si­v­a­men­te per le suc­ces­sio­ni aper­te a segui­to di deces­si avve­nuti dal 17 agos­to 2015.

1. A cosa ser­ve il CSE (e quan­do è real­men­te uti­le)

Il CSE è desti­na­to a ere­di, lega­ta­ri tito­la­ri di dirit­ti diret­ti, esecu­to­ri tes­ta­men­ta­ri e ammi­nis­tra­to­ri dell’eredità che, in uno Sta­to mem­bro diver­so da quello com­pe­ten­te per la suc­ces­sio­ne, devo­no pro­va­re la pro­pria qua­li­tà o eser­ci­t­are i pote­ri loro attri­bui­ti.

Nella pras­si Italia–Germania, il CSE rappre­sen­ta spes­so lo stru­men­to più effi­ci­en­te per:

sbloc­ca­re rap­por­ti ban­ca­ri, depo­si­ti e inve­s­ti­men­ti in uno Sta­to mem­bro diver­so da quello in cui è in cor­so la ges­tio­ne prin­ci­pa­le del­la suc­ces­sio­ne;

dimostra­re pote­ri di rappre­sen­tan­za, ammi­nis­tra­zio­ne o esecu­zi­o­ne tes­ta­men­ta­ria in ope­ra­zio­ni riguar­d­an­ti beni immo­bi­li (ad esem­pio ai fini dell’intestazione, del­la tra­scri­zio­ne o dell’interlocuzione con notai e regis­tri pubbli­ci).

2. Effet­ti e limi­ti: cosa “pro­va” il CSE e cosa non fa

Il CSE pro­du­ce effet­ti in tut­ti gli Sta­ti mem­bri sen­za neces­si­tà di ulte­rio­ri pro­ce­du­re di rico­no­sci­men­to. Le infor­ma­zio­ni in esso con­te­nute si pre­su­mo­no cor­ret­te e il cer­ti­fi­ca­to tutela i ter­zi che, in buo­na fede, paghi­no o con­segni­no beni a chi risul­ta legit­ti­ma­to (sal­vo il caso di mala fede o col­pa gra­ve).

È tut­ta­via essen­zia­le chia­ri­re che:

il CSE non è obbli­ga­to­rio e non sosti­tuis­ce auto­ma­ti­ca­men­te i docu­men­ti suc­ces­so­ri pre­vis­ti dag­li ordi­na­men­ti nazio­na­li (ad esem­pio dichia­ra­zio­ni di suc­ces­sio­ne, cer­ti­fi­ca­ti eredi­ta­ri inter­ni o atti nota­ri­li);

il CSE può cos­ti­tui­re tito­lo ido­neo per l’iscrizione di beni eredi­ta­ri nei regis­tri pubbli­ci, ma rest­a­no inte­gral­men­te appli­ca­bi­li le nor­me for­ma­li e sostan­zia­li del diritto del­lo Sta­to del regis­tro (in par­ti­co­la­re in mate­ria immo­bi­lia­re).

3. Copie auten­ti­che e dura­ta: atten­zio­ne al ter­mi­ne di sei mesi

  • L’autorità che rila­scia il CSE con­ser­va l’originale e rila­scia copie auten­ti­che.
  • La vali­di­tà di cias­cu­na copia è nor­mal­men­te limi­ta­ta a sei mesi, sal­vo pro­ro­ga espres­sa­men­te indi­ca­ta.
  • Nella pra­ti­ca ope­ra­ti­va, ques­to aspet­to è spes­so decisi­vo: ban­che, notai e uffi­ci posso­no rifi­ut­a­re copie sca­du­te, ren­den­do neces­sa­rio richie­der­ne di nuo­ve.

4. Come otten­er­lo: com­pe­tenza e pro­ce­du­ra (Ita­lia e Ger­ma­nia)

Ai sen­si del Rego­la­men­to, il CSE è rila­scia­to nel­lo Sta­to mem­bro le cui auto­ri­tà sono com­pe­ten­ti sul­la suc­ces­sio­ne (in base ai cri­te­ri di com­pe­tenza e alla leg­ge appli­ca­bi­le).

La doman­da vie­ne pre­sen­ta­ta tra­mi­te il modu­lo stan­dard euro­peo ed è istrui­ta con veri­fi­che docu­men­ta­li, che posso­no include­re accer­ta­men­ti d’ufficio.

Ita­lia: l’autorità com­pe­ten­te al rila­scio del CSE è il notaio, indi­vi­dua­to secon­do la nor­ma­ti­va nazio­na­le di attua­zio­ne.

Ger­ma­nia: il CSE (Euro­päi­sches Nachlasszeugnis – ENZ) è rila­scia­to dall’Amtsgericht – Nach­lass­ge­richt com­pe­ten­te. L’istanza è pre­sen­ta­ta su doman­da e richie­de dichia­ra­zio­ni for­ma­li (anche in for­ma di assi­cu­ra­zio­ne sosti­tu­ti­va); la pro­ce­du­ra può esse­re pre­dis­pos­ta anche con l’assistenza di un notaio.

5. Per­ché con­vie­ne far­si assis­te­re (soprat­tut­to nei casi Italia–Germania)

Il CSE è uno stru­men­to estre­ma­men­te effi­cace, ma solo se la doman­da è giuri­di­ca­men­te coe­ren­te e com­ple­ta. In par­ti­co­la­re, occor­re una cor­ret­ta ricos­tru­zi­o­ne di:

  • sog­get­ti chi­ama­ti all’eredità e ris­pet­ti­ve quo­te;
  • leg­ge appli­ca­bi­le alla suc­ces­sio­ne;
  • tito­li suc­ces­so­ri e loro con­ten­uto;
  • pote­ri e even­tua­li limi­ta­zio­ni di ere­di, esecu­to­ri o ammi­nis­tra­to­ri.

Nei casi italo-tede­schi, un’impostazione incom­ple­ta o impre­cisa con­du­ce fre­quen­te­men­te a richies­te inte­gra­ti­ve, sos­pen­sio­ni o ritar­di signi­fi­ca­ti­vi.

In pre­sen­za di una suc­ces­sio­ne con col­le­gamen­ti tra Ger­ma­nia e Ita­lia, è quin­di opport­u­no valu­t­a­re qua­le stru­men­to con­sen­ta la ges­tio­ne più rapi­da ed effi­cace (CSE/ENZ, docu­men­ta­zio­ne nazio­na­le, pro­cu­re), pre­dis­po­nen­do un fasci­co­lo ido­neo all’utilizzo pres­so ban­che, notai e regis­tri immo­bi­lia­ri, con assis­ten­za bilin­gue.