Regolamento PPWR: il nuovo Regolamento Europeo sugli Imballaggi e Rifiuti di Imballaggio
Che si tratti di un’azienda italiana o tedesca, la nuova PPWR cambia le regole del packaging. Proteggi il tuo business dal 12 agosto 2026.
Se la tua azienda acquista, utilizza, confeziona, importa o esporta beni, semilavorati o prodotti agroalimentari, c’è una svolta normativa europea che non puoi assolutamente ignorare: l’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo sugli Imballaggi e Rifiuti di Imballaggio (PPWR — Regolamento UE 2025/40).
A differenza delle vecchie direttive, la PPWR è un Regolamento direttamente applicabile. Dal 12 agosto 2026 diventerà legge unica in tutta l’UE, abrogando la direttiva 94/62/CE e abbattendo, quindi, le vecchie frammentazioni nazionali, ma introducendo standard severissimi e responsabilità legali pesanti per chi immette merci sul mercato europeo. (La Germania, che già vigilava rigorosamente tramite il registro LUCID, sta già adeguando i propri sistemi di controllo.)
Cosa cambia concretamente rispetto al passato e quali sono i principali rischi?
- La Dichiarazione di Conformità diventa obbligatoria: Non basteranno più semplici schede tecniche generiche. Ogni imballaggio dovrà essere accompagnato da una formale Dichiarazione di Conformità rilasciata dal fabbricante, basata su documentazione tecnica e test di laboratorio che attestino l’eco-design e il rispetto dei limiti di sostanze nocive. Questa dichiarazione deve essere richiesta e controllata dagli importatori.
- Il “divieto” del PFAS nel settore alimentare: Dal 12 agosto 2026 scatta il divieto (con limiti microscopici) per le sostanze PFAS (i cosiddetti “contaminanti eterni”) negli imballaggi a contatto con gli alimenti. Molti incarti antigrasso, carte accoppiate o vaschette usate nell’export agroalimentare dovranno essere sostituiti. Gli importatori esigeranno certificazioni scritte dai fornitori prima di accettare la merce.
- Nuovi obblighi per “fabbricanti” ed e‑commerce: Se vendi apponendo il tuo nome o marchio commerciale o se vendi direttamente ai consumatori finali tramite e‑commerce, sei considerato legalmente il “Produttore”.
- Logistica e quote di riutilizzo: Per le spedizioni B2B (pallet, casse, reggette, fusti) arrivano quote obbligatorie di riutilizzo. Chi trasporta merci tra diverse sedi o cantieri della stessa azienda dovrà garantire una quota di riuso del 100%.
I rischi commerciali: Se il packaging non è a norma o manca la documentazione tecnica la merce si potrà considerare non commercializzabile, con conseguenti blocchi alla frontiera, respingimenti di carichi, richieste di risarcimento danni e pesanti sanzioni pecuniarie.
Perché serve una consulenza giuridica e una revisione legale dei contratti?
L’adeguamento alla PPWR non è solo una questione tecnica di laboratorio, ma ha una profonda implicazione contrattuale e legale.
I contratti di fornitura internazionale: Le grandi imprese e i distributori stanno già aggiornando i contratti commerciali inserendo clausole vessatorie o di manleva totale. Richiedono ai fornitori di garantire la conformità PPWR e di accollarsi ogni responsabilità economica in caso di sanzioni o blocchi della merce. È fondamentale una consulenza legale per analizzare, negoziare e blindare questi contratti, assicurandosi che le responsabilità siano equamente ripartite e che l’azienda sia a sua volta coperta dalle garanzie dei propri fornitori di packaging.
Mappatura dei ruoli della filiera: Capire esattamente se la tua azienda operi come Produttore, Importatore o semplice Distributore ai sensi della PPWR è un passaggio giuridico delicato da cui dipende l’intera catena degli obblighi doganali e di registrazione.
Non aspettare il prossimo agosto. Il momento di agire, mappare i propri imballaggi e rivedere la contrattualistica internazionale è adesso.

