Fal­si­fi­ca­zio­ne di un tes­ta­men­to — con­se­guen­ze pena­li e pos­si­bi­li­tà di per­se­gu­i­men­to lega­le

Un tes­ta­men­to rappre­sen­ta una dis­po­si­zio­ne fina­le in caso di mor­te e rego­la l’ul­ti­ma volon­tà del def­un­to. Ques­ta volon­tà dov­reb­be esse­re ris­pett­a­ta attuan­do le dis­po­si­zio­ni sta­bi­li­te nel tes­ta­men­to. Il con­ten­uto di un tes­ta­men­to è par­ti­co­lar­men­te importan­te in mate­ria patri­mo­nia­le, poi­ché ha effet­ti diret­ti su chi rice­verà un bene e chi no. Per ques­to motivo, le fal­si­fi­ca­zio­ni tes­ta­men­ta­rie sono spes­so ogget­to di inda­gini pena­li. Di segui­to saran­no ana­liz­za­te le con­se­guen­ze lega­li e le opzio­ni dis­po­ni­bi­li per una per­so­na che ha subi­to un dan­no patri­mo­nia­le a cau­sa di una fal­si­fi­ca­zio­ne tes­ta­men­ta­ria:

La fal­si­fi­ca­zio­ne di un tes­ta­men­to cos­ti­tuis­ce il rea­to di fal­si­fi­ca­zio­ne di atti (Urkun­den­fäl­schung) ai sen­si del­l’ar­ti­co­lo 267 del Codi­ce Pena­le tedes­co (StGB), puni­bi­le con una pena detenti­va fino a cin­que anni o con una mul­ta. In casi par­ti­co­lar­men­te gra­vi, la pena può esse­re mag­gio­re. Il rea­to è com­mes­so quan­do qual­cu­no crea un atto fal­so per ingan­na­re in ambi­to lega­le, alte­ra un atto auten­ti­co o uti­liz­za un atto fal­so o altera­to. Un tes­ta­men­to è con­side­ra­to un atto ai sen­si del­l’ar­ti­co­lo 267 del StGB, in quan­to con­tiene una dichia­ra­zio­ne di inten­ti uma­ni che può esse­re uti­liz­za­ta come pro­va in ambi­to lega­le e che iden­ti­fi­ca chi lo ha emes­so.

Un atto vie­ne con­side­ra­to fal­so quan­do il sog­get­to emit­ten­te indi­ca­to nell’atto stes­so e il vero emit­ten­te non coin­ci­do­no. Si trat­ta quin­di di una fal­si­fi­ca­zio­ne di atto quan­do una per­so­na redi­ge un tes­ta­men­to a nome di un’al­tra sen­za che ques­ta ne sia a cono­scen­za. Tut­ta­via, si sot­to­li­nea che, seb­be­ne in caso di  con­sen­so non ci sono con­se­guen­ze pena­li, il tes­ta­men­to è for­mal­men­te non vali­do poi­ché non è sta­to redat­to per­so­nal­men­te. Inolt­re, cos­ti­tuis­ce fal­si­fi­ca­zio­ne di atto anche quan­do una per­so­na modi­fi­ca un tes­ta­men­to effet­ti­va­men­te redat­to dal test­a­to­re stes­so. In ques­to caso, un atto auten­ti­co vie­ne altera­to, ai sen­si del­l’ar­ti­co­lo 267 del BGB. La leg­ge punis­ce espres­sa­men­te anche l’u­so di un atto fal­so o altera­to. Di con­se­guen­za, colui che pro­du­ce un atto fal­so o alte­ra un atto auten­ti­co e poi, ad esem­pio, lo uti­liz­za di fron­te alle auto­ri­tà o ai tri­bu­na­li, com­met­te diver­si rea­ti.

In caso si sos­pet­ta la fal­si­fi­ca­zio­ne di un tes­ta­men­to, si con­si­glia alla per­so­na inter­es­sa­ta di pre­sen­ta­re una den­un­cia pena­le. La pro­cu­ra, attra­ver­so la poli­zia, quin­di con­du­ce ulte­rio­ri inda­gini e for­mu­la un’­ac­cu­sa se sor­ge un sos­pet­to fon­da­to.

Se la per­so­na inter­es­sa­ta ha subi­to dan­ni a cau­sa del tes­ta­men­to fal­si­fi­ca­to, ha anche la pos­si­bi­li­tà di chie­de­re ris­ar­ci­men­ti in tri­bu­na­le. L’en­ti­tà e l’im­por­to sono deter­mi­na­ti dal­le cir­cos­tan­ze spe­ci­fi­che del caso. Per­tan­to, in ques­to caso, si con­si­glia di con­sul­t­a­re un avvo­ca­to per ana­liz­za­re comples­si­v­a­men­te la situa­zio­ne e sfrut­ta­re appi­e­no le opzio­ni lega­li dis­po­ni­bi­li.